A seguito dell’evolversi della situazione epidemiologica e del rinnovato stato di emergenza, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 13 ottobre 2020, contenente misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Le disposizioni si applicano dalla data del 14 ottobre 2020 e sono efficaci fino al 13 novembre 2020.

L’obiettivo è quello di evitare un nuovo lockdown nazionale prevedendo però una serie di interventi «mirati e progressivi» per fermare la crescita dei contagi su alcune aree più a rischio.

Dopo l’obbligo di mascherina all’aperto e la proroga dello stato d’emergenza al 31 gennaio 2021 previsti dal mini decreto legge del 7 ottobre, il Governo con questo nuovo decreto ha previsto le misure di seguito descritte ribadendo, inoltre, che sull’intero territorio nazionale il proseguimento di tutte le attività è vincolato al rispetto dei protocolli anti-contagio.

 

Mascherine e distanziamento

Rimane fermo quanto dichiarato dal DL 125/2020. È pertanto fatto obbligo, sull’intero territorio nazionale, di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento (NB: da non confondere con distanziamento sociale identificato in precedenza con la distanza di almeno 1 metro) rispetto a persone non conviventi.

In merito ai luoghi chiusi, la norma, per come è stata redatta, lascia ancora alcuni dubbi. Analizzandola e condividendo l’interpretazione per le vie brevi con le istituzioni preposte, allo stato attuale le misure ragionevolmente applicabili risultano le seguenti, in attesa di auspicabili chiarimenti interpretativi:

 

Ambienti chiusi differenti dai luoghi di lavoro

Obbligo, sull’intero territorio nazionale, di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso (diversi dalle abitazioni private) a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

 

Ambienti chiusi nei luoghi di lavoro

Obbligo, sull’intero territorio nazionale, di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande.

Per le regole su distanze e mascherine nei luoghi di lavoro, così come richiamato dal decreto stesso, continuano pertanto a valere i protocolli e linee guida anti-contagio in vigore. Ricordiamo che il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 24 aprile prevede “per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica“.

L’INAIL nel documento “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” (aprile 2020) ha indicato che negli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente (es: uffici open space) sia necessario trovare soluzioni innovative come l’introduzione di barriere separatorie (pannelli in plexiglass, mobilio, ecc.) e il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro:  a tal proposito si ricorda che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie definisce, fra gli altri, contatto stretto “una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri”.

Si sottolinea, comunque, come il decreto stesso nel momento in cui parla delle attività professionali (all’art. 6 comma ll) raccomanda che “siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale“. In tali casi, ovviamente l’utilizzo della mascherina dovrebbe comunque essere obbligatorio in tutte le condizioni dinamiche (es. quando ci si alza dalla scrivania).

Si evidenzia, infine, come sebbene all’art. 1 comma 4 , rispetto alla popolazione generale, il decreto indichi che possono essere utilizzate mascherine di comunità (ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte), in ambito lavorativo le mascherine utilizzabili devono essere mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria e pertanto o mascherine chirurgiche (anche lavabili) purché classificate come Dispositivo Medico di classe I ( tipo I , II o IIR ) oppure facciali filtranti (es. FFP2) a norma CE.

 

Esenzioni

Sono esentati dall’obbligo di indossare la mascherina, sia all’aperto che al chiuso:

  1. i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
  2. i bambini di età inferiore ai sei anni;
  3. i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

È stato, inoltre, chiarito che le mascherine dovranno essere utilizzate anche per l’attività motoria all’aperto, dunque per camminare ma non per fare jogging e footing.

 

Sport amatoriali di contatto

Vietati gli sport di contatto a livello amatoriale. Non sarà più possibile pertanto, per esempio, giocare a pallone sotto casa o fra amici.

Lo svolgimento degli sport di contatto resta consentito da parte delle società sportive professionistiche (sia a livello agonistico che di base) e delle società o associazioni dilettantistiche riconosciute dal Coni o dal Cip, nel rispetto dei protocolli di sicurezza vigenti in ambito sportivo. Resteranno aperte anche le palestre.

 

Servizi di ristorazione

Salvo misure più restrittive adottate da singole Regioni, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

 

Movida e feste

Restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto. Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei.

 

Manifestazioni fieristiche

Sono consentite le manifestazioni fieristiche ed i congressi, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro

 

Spettacoli aperti al pubblico

Salvo misure più restrittive adottate da singole Regioni, si conferma per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1.000 all’aperto, con vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere.

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui sopra.

 

Eventi sportivi

Salvo misure più restrittive adottate da singole Regioni, è consentita, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, la presenza di pubblico per gli eventi sportivi, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso.

Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali.

 

Gite scolastiche

Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti.

 

Formazione in materia di sicurezza

Il DPCM specifica anche che sono consentiti, fra gli altri, i corsi di formazione da effettuarsi in materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure di cui al «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL.

 

Viaggi da e per l’estero

Nel nuovo DPCM sono presenti anche una serie di indicazioni sugli spostamenti da e per l’estero. Si specificano i Paesi per cui è necessario sottoporsi a tampone all’ingresso in Italia, quelli per i quali è previsto anche l’obbligo di sorveglianza sanitaria e gli Stati da cui è vietato l’accesso al nostro Paese.

 

Quarantena e test rapidi

Contestualmente al DPCM, con Circolare 12/10/2020, il Ministero della Salute ha fornito le nuove indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena, chiarendo che:

  • l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione;
  • la quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

In considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico in data 11 ottobre 2020, il periodo di quarantena passa da due settimane a 10 giorni.

 

Sono inoltre state individuate 4 diverse tipologie di situazioni: i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi e i contatti stretti:

Positivi asintomatici
Possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test)
Positivi sintomatici
Possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test)
Positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi
Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)
Contatti stretti
I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare:

  • un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure
  • un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno

Si raccomanda di:

  • eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
  • prevedere accessi al test differenziati per i bambini;

non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità.

Categorie: News

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